Yanez Borella e Giacomo Meneghello verso il Mar Nero

 19 maggio 2019Rosario FicheraVia della seta” di Marco PoloYanez Borella e Giacomo Meneghello

Percorsi già 4.000 km. Yanez Borella e Giacomo Meneghello affascinati dalla Cappadocia e dall’ospitalità riservata dal paese di Siran

Oggi è un giorno importante per Yanez Borella e Giacomo Meneghello, i due biker-alpinisti in viaggio, con delle speciali e.bike, dall’Italia verso la Cina, lungo la Via della seta di Marco Polo: infatti i due compagni di viaggio, proprio oggi, 19 maggio,”festeggiano” un mese dalla partenza, avvenuta esattamente il 19 aprile da Fai della Paganella, per Yanez, e da Livigno per Giacomo, con successivo appuntamento, per ricongiungersi, a Mezzolombardo.

Li abbiamo sentiti questa mattina al telefono: sono contenti e soprattutto entusiasti della fantastica avventura che stanno vivendo, sia per la bellezza dei luoghi, sia per la cordialità e l’ospitalità che stanno ricevendo nei villaggi e nei centri abitati incontrati durante il tragitto. Ecco che cosa ci hanno raccontato.

Yanez dove vi trovate questa mattina?

«Ci troviamo nella valle dell’Altindere, nella provincia turca di Trebisonda, abbiamo lasciato da poco il Monastero di Sumela, a 1200 metri di altitudine, alla volta del Mar Nero. Non siamo riusciti a visitare questa meravigliosa costruzione incastonata nella roccia, edificata probabilmente dall’imperatore romano Teodosio nel 386, perché è in fase di restauro, ma vederla anche da lontano è stato bellissimo».

Yanez Borella e Giacomo Meneghello davanti al monastero di Sumela (foto Giacomo Meneghello)
Yanez Borella e Giacomo Meneghello davanti al monastero di Sumela (foto Giacomo Meneghello)

Adesso il prossimo Paese che vi attende qual è?

«La Georgia, abbiamo valicato la dorsale dei Monti del Ponto, nel Nord dell’Anatolia, e ci stiamo dirigendo verso Batumi, una località marittima che si affaccia sul Mar Mero».

Località conosciuta anche per le cime innevate che la circondano.

«Esatto, ci attendono lunghe spiagge, con in lontananza, come sfondo le montagne. Sarà emozionante vedere questi luoghi».

A proposito di luoghi: dopo un mese di viaggio qual è il Paese o la località che vi ha affascinato di più?

«Ogni Paese, le differenti località che abbiamo visitato, ci hanno regalato emozioni indimenticabili, ma non possiamo nascondere che la Cappadocia, nella penisola anatolica, ha un fascino tutto particolare, straordinario. I loro abitanti sono molto ospitali e i paesaggi sono magici, così come le montagne, tra le quali il Monte Erciyes, una vetta vulcanica, la più alta dell’Anatolia, davvero affascinante».

Yanez Borella e Giacomo Meneghello in Cappadocia (foto Giacomo Meneghello)
Yanez Borella e Giacomo Meneghello in Cappadocia (foto Giacomo Meneghello)

Avete scalato questa cima?

«L’abbiamo risalita con gli sci d’alpinismo è stato bellissimo, non solo durante l’ascensione, ma anche in discesa, con panorami mozzafiato sulla Cappadocia».

Ascensione al Monte Erciyes, Anatolia (foto Giacomo Meneghello)
Ascensione al Monte Erciyes, Anatolia (foto Giacomo Meneghello)
Discesa lungo i pendii del Monte Erciyes (foto Giacomo Meneghello)
Discesa lungo i pendii del Monte Erciyes (foto Giacomo Meneghello)

E il ricordo o l’esperienza che vi ha colpito di più ad oggi?

«Il modo come ci hanno accolto a Siran, un piccolo paese di montagna di circa 1500 abitanti, dove non vedevano un turista da molti anni. Praticamente l’intera comunità si è mobilitata per noi, in modo straordinario. Per loro era periodo di Ramadan, quindi dall’alba al tramonto, osservavano il digiuno, la preghiera e la meditazione. Ci hanno invitato a partecipare al loro pasto serale che abbiamo scoperto, nel periodo del Ramandan, è offerto dallo Stato. La loro ospitalità è stata davvero meravigliosa, peraltro il cibo era buonissimo».

Yanez Borella e Giacomo Meneghello a Siran, Turchia (foto Giacomo Meneghello)
Yanez Borella e Giacomo Meneghello a Siran, Turchia (foto Giacomo Meneghello)
Immagine notturna a Siran (foto Giacomo Meneghello)
Immagine notturna a Siran (foto Giacomo Meneghello)

Quanti chilometri avete percorso a un mese dall’inizio dal viaggio? 

«Ad oggi 4.000 Km, un bel traguardo, possiamo dire che ormai ci siamo fatti “la gamba”».

Dopo tutti questi chilometri le e.bike come rispondono?

«Bene, anche se, dopo tutti questi chilometri percorsi, dobbiamo cominciare ad affrontare i problemi legati all’usura dei pneumatici e dei freni».

Sosta durante il viaggio in Cappadocia (foto Giacomo Meneghello)
Sosta durante il viaggio in Cappadocia (foto Giacomo Meneghello)
Sosta per notte. Si dorme in tenda (foto Giacomo Meneghello)
Sosta per notte. Si dorme in tenda (foto Giacomo Meneghello)

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